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ottobre 26th, 2013
Quella cosa bellissima che è la bellezza

architettura di Paolo La Farina

“L’architettura è l’arte di dare rifugio alle attività dell’uomo: abitare, lavorare, curarsi, insegnare e, naturalmente, stare insieme. E’ quindi anche l’arte di costruire la città ed i suoi spazi, come le strade, le piazze, i ponti, i giardini. E, dentro la città, i luoghi di incontro. Quei luoghi di incontro che danno alla città la sua funzione sociale e culturale. Ma naturalmente non è tutto. Perchè l’architettura è anche una visione del mondo. L’architettura non può che essere umanista, perchè la città con i suoi edifici è un modo di vedere, costruire e cambiare il mondo. E poi l’architettura è struggimento per quella cosa bellissima che è la bellezza. Ma questa è un’altra storia ed è impossibile da raccontare.” (Renzo Piano)

Ho voluto iniziare il mio contributo con questa citazione di Renzo Piano perchè il tema proposto per l’articolo di questo mese su  TURBOARTE “the place to be” è in realtà l’essenza, il concetto essenziale dell’architettura.

Creare un posto dove stare, dove lavorare, dove vivere, dove rifugiarsi è il motivo per il quale gli uomini hanno “inventato” l’architettura.

Ma quando parliamo di “un posto” non intendiamo solo uno spazio fisico, ma anche un concetto estremamente concreto e contemporaneamente astratto. E’ l’opposto del “passare”. Lo stare.

Romolo, per sottolineare il momento di cambiamento tra il passaggio-viaggio e lo stare, ha tracciato un solco, ha definito uno spazio. Ha posto dei confini entro i quali ci si poteva riconoscere, porre le proprie basi-radici.

Nel libro “Le città invisibili” Calvino ci racconta fantastiche idee di città incredibili e affascinanti, e all’inizio c’è una frase: “D’una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda.”

“Il luogo dove stare” è quindi uno spazio fisico e nello stesso tempo mentale. E’ la risposta alle nostre domande.
L’architettura e l’urbanistica, ne rappresentano l’aspetto più visibile e riconoscibile, ma sono il frutto di una urgenza collettiva e creativa.

Le aggregazioni abitative e le forme architettoniche sono lo specchio delle esigenze e del concetto collettivo di stare delle popolazioni. Sono la miglior risposta.

La migliore possibile. Ma anche la più visionaria, sia dal lato funzionale che estetico. La bellezza, come dice Piano. Ma questa è un’altra storia.

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