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fotografia – di Emiliano Bartolucci

Un grande talento espresso mediante colore, luce e tanta fantasia… Questa è Diana Debord, giovane fotografa piemontese, voglio presentarla ai nostri lettori per far conoscere la sua straordinaria creatività!

Diana Debord

Ciao Diana, un’altro incontro nato grazie al web… Trovo le tue fotografie un connubio tra innovazione e tecniche vintage, ci racconti qualcosa in più sui tuoi progetti?

Ciao, grazie per l’opportunità che mi dai di parlare dei miei lavori!

In effetti mi piace sperimentare tecniche molto diverse tra loro: per esempio ho una polaroid degli anni ’80 però mi piace molto usare anche la mia reflex digitale. Credo che saper utilizzare strumenti diversi fra loro dia maggiori possibilità di esprimersi e dare forma alle proprie idee. Ultimamente sto sperimentando molto con la semplice luce naturale, sovraesponendo leggermente l’immagine e giocando con l’apertura di diaframma si ottengono immagini interessanti e soprattutto senza dover ricorrere in maniera invasiva a photoshop.

Diana Debord

Ho letto sul tuo sito web la volontà di far rappresentare ai colori una ribellione verso il grigiore e l’alienazione della vita moderna… Un concetto davvero affascinante, anche perché secondo me ti riesce benissimo. Quanto è importante il colore nella fotografia e cosa è cambiato con l’avvento del digitale?

Ho sempre amato il concetto di manifesto artistico, ed in quelle parole è sintetizzato il mio. Le persone sembrano essere interessate soltanto a seguire le mode o le finte provocazioni, anche nell’arte. Io preferisco celebrare il naturale, l’interiorità, la fantasia, credo ce ne sia bisogno in un mondo che si sta allontanando sempre più dal concetto di poesia.

Per quel che riguarda il colore invece, adoro utilizzare la pellicola perchè dona un’atmosfera unica e veramente vintage alle foto, mentre quando utilizzo il digitale enfatizzo la saturazione e talvolta aggiungo texture. Credo di avere un approccio pittorico alla fotografia, perchè sto sempre molto attenta agli abbinamenti cromatici e a quello che i colori trasmettono. Non a caso tra i miei artisti preferiti ci sono i Preraffaelliti come Millais e Waterhouse.

Sei giovanissima ma hai già un curriculum di tutto rispetto, a quale delle tue esposizioni sei più affezionata?

Gli eventi espositivi che apprezzo di più sono quelli a tema, in cui i lavori vengono selezionati o nei quali si interpreta con l’arte un concetto. Per questo sono molto affezionata a due collettive presso l’Associazione Sassetti Cultura di Milano, una dedicata a Picasso ed una a Majakovskij; c’è poi A Decadence Suite una collettiva a tema decadente nel quale le mie opere si sono inserite alla perfezione! Infine, la prima mostra personale tenutasi nella mia città, Novara. Ho voluto dedicarla al personaggio shakesperiano di Ofelia, uno dei miei preferiti in assoluto.

Diana Debord

Negli ultimi anni c’è stata una riscoperta della lomografia e di tutto ciò che concerne il vintage, quanto ti piace questo stile e quanto credi possa ancora dare attraverso nuove tecniche e sperimentazioni anche dal punto di vista dell’inquadratura e della preparazione alla foto. Insomma, il concetto lomo è non pensare e scatta, pensi che questo possa essere sovvertito in futuro?

Il concetto “non pensare e scatta” non mi attrae particolarmente, forse perchè sono una persona che si rifiuta di fare qualsiasi cosa senza pensare! Piuttosto della lomografia mi piace il fatto che abbia riportato in auge la pellicola, persino il formato 6×6 anche tra i giovani e che dia molta importanza al colore. Trovo però che parlando di innovazione e spontaneità la vera rivoluzione in tempi recenti l’abbia compiuta la fotografia istantanea.

La fotografia è un’arte ancora molto giovane, sicuramente ci saranno delle evoluzioni: l’importante è non abbandonare totalmente né la tecnica digitale né quella analogica.

Diana Debord

Puoi parlarmi delle pubblicazioni sui numerosi magazine che hanno voluto coinvolgerti?

Fin dal principio ho seguito molto i magazine dedicati alla fotografia, in particolar modo quella concettuale ed essere pubblicata su quelli importanti come il francese F-Stop Magazine è stata davvero una bella soddisfazione. Ho apprezzato anche il servizio che DayDreaming Magazine mi ha dedicato l’anno scorso visto che il livello degli artisti presentati è sempre molto alto.

In conclusione, ti chiedo di raccontarmi qualcosa sui tuoi progetti futuri e se ti piacerebbe esporre nella nostra città, magari questo è un primo passo… Chissà… 

Sicuramente prima della fine dell’anno mi piacerebbe molto esporre anche all’estero… e sicuramente a Roma, aspetto solo che me lo chiedano!

Vi propongo il sito web dell’artista http://www.debored.it/

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