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teatro

di Maria Anna Garcea

Largo Arenula. Il Teatro Argentina accoglie elegantemente lo spettatore. Accade sempre di varcare quella soglia e sentirsi catapultati in uno spazio temporale differente. Suoni, luci e colori di un’altra epoca, sicuramente lontana.

E proprio in quel luogo lo incontri: il Don Giovanni. Irriverente, sfrontato, dissacrante, folle. L’energia che Filippo Timi porta sul palcoscenico è fuoco. Fiamme che bruciano e che rimandano ad un inferno non così lontano, non così inimmaginabile.

Col pubblico il nostro Don Giovanni gioca: seduce rompendo ogni barriera. E il pubblico si bacia, col pubblico si danza, davanti al pubblico ci si spoglia. Don Giovanni ama tutti e tutte a proprio modo.

Sulla scena si alternano tre diverse donne: Donna Anna, Donna Elvira e Zerlina. Ciascuna è amata e sedotta in maniera differente. Fuga, scontro e sfida ma al Don Giovanni la vita piace così. “Vivere è un abuso, mai un diritto”, recita il titolo dello spettacolo. E lo spettatore finisce per vivere appieno lo spettacolo e i suoi abusi.

Costumi sfarzosi e colorati, una scenografia eclettica e lucente. Tutto è costruito attorno al personaggio e al suo delirio che è, in fondo, puro desiderio di vivere all’eccesso.

Don Giovanni ha capito che vi è un unico modo per attendere con consapevolezza la morte: essere se stessi sino all’ultimo momento, rincorrere le emozioni, vivere all’insegna del desiderio, quello vero, che solo se arde può dirsi vivo.

E le fiamme il nostro Don Giovanni le insegue anche dopo la vita. La morte è concepita come passaggio all’inferno, quel luogo dove sarà possibile continuare a desiderare ancora.

La narrazione è accompagnata da musiche e video che ci riportano ad un tempo presente: contenuti pop e cartoni animati sono sorprese che fanno sorridere e che amaramente riconducono alla riflessione. La vita è ingiusta ed è, dunque, opportuno rincorrere la morte, ognuno a modo proprio.

Quando lo spettacolo finisce, lo spettatore ha la sensazione di essere stanco: ha vissuto quelle due ore e venti di emozioni e ne vorrebbe ancora. Una regia che consente la redenzione, un racconto teatrale costruito sul concetto di libertà estrema di narrare e di farlo con un linguaggio volutamente dissacrante.

E in platea e sui palchetti vi è gente d’ogni età: applaudono tutti.

Regia e scena: Filippo Timi

Attori: Filippo Timi, Lucia Mascino, Marina Rocco, Elena Lietti, Umberto Petranca, Alexandre Styker, Matteo De Blasio, Fulvio Accogli, Roberto Laureri

Luci: Gigi Saccomandi

Costumi: Fabio Zambernardi

in collaborazione con Lawrence Steele

Regista assistente: Fabio Cherstich

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