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avantgarde

di Giangiorgio Macdonald

La nostra realtà  è segnata da due concetti base intorno ai quali si sviluppa il mondo odierno : informatizzazione e globalizzazione. L’era informatico-tecnologica ha raggiunto vette inaspettati e in aspettabili: ad esempio chi avrebbe pensato qualche decade fa di poter controllare un device semplicemente toccandolo? E ora il “touch” è entrato nella routine ordinaria, comando generale predisposto per praticamente ogni apparecchio elettronico.

Le alture raggiunte da tale progresso sono sicuramente strabilianti, ma ancor più certamente non sono definitive, in un mondo che continuamente supera le barriere di ieri.

Accanto a tale progresso prettamente tecnologico, vi è necessità di adattare e modellare tali innovazioni alle necessità giornaliere, per sopperire ai bisogni della vita quotidiana rendendola più facile e comoda al tempo stesso. E’ in tale seconda fase che il connubio informatizzazione-globalizzazione può manifestarsi appieno, e saranno coloro che sapranno rispondere maggiormente alle richieste della società che riusciranno ad emergere ed affermarsi.

Non c’è idea che riesce a spiegare meglio tale concetto che quella alla base di Alfred Smart Home: un’app attraverso la quale è possibile governare qualsiasi elettrodomestico presente nelle propria abitazione. Con un solo gesto è possibile perciò controllare i consumi e l’energia utilizzata (con un risparmio quantificato in bolletta fino al 30%) , ma anche regolare la temperatura, lo scaldabagno o il sistema d’irrigazione, impostandone il funzionamento in base alle proprie esigenze e mantenendo sempre sotto controllo i consumi energetici.

smart home solution

Un Alfred Pennyworth (il maggiordomo di Bruce Wayne nella saga di Batman da cui l’indovinato nome dato all’app) elettronico, ancora più “servizievole” e globale  rispetto all’omonimo cinematografico grazie alla sua compatibilità multi brand, capace di adattarsi ai principali marchi di elettrodomestici sul mercato senza la necessità di acquistare hardware e dispositivi aggiuntivi.

Sta in questo una piccola grande svolta del progetto Alfred: “sapevo che di smart device nel mondo ce ne erano già fin troppi e mettersi a competere con colossi come Philips, Google o Samsung sarebbe stato problematico.” Ci racconta Michele Galli, brillante neolaureato in ingegneria informatica ed uno degli ideatori e creatore  di Alfred.  “Ed è lì che ci fu il grande momento di svolta di Alfred.

Il progetto nasce lo scorso anno dalle menti di Michele Galli e Nicola Russo,  compagni di studi nelle aule di Ingegneria informatica di Roma Tre,  che decidono di buttarsi nel mondo della robotica. Ma Michele Galli, già appassionato studioso del settore, sa bene che il mercato saturo e i colossi che da anni vi dedicano soldi e tempo sarebbero impossibili da battere. E così decide di renderli propri alleati: “pensai: invece di produrre device in un mercato già affollato, perché non ci mettevamo a sviluppare un software che potesse includerli tutti? In modo da mettere fine alla grande frammentazione che c’è ora nel mercato della domotica. In questo modo avremmo trasformato tutte le più grandi aziende da competitor a risorse preziosissime: più device sarebbero usciti e più noi avremmo assunto importanza.”

L’idea è tanto ideologicamente semplice quanto complicata nella sua realizzazione, ma i due ingegneri romani ne sono fermamente convinti e decidono subito di mettersi al lavoro, creando un apposito team: dapprima coinvolgendo Marco Matera, un economista che viveva e studiava a Londra, maggiormente inserito in un mercato come quello inglese ben più recettivo in tema di innovazione ed investimento rispetto al mercato nostrano.  Oltre a lui nel corso del tempo si sono uniti Adam Lamkharbech e Lorenzo Perniciaro per il settore grafico e Silvia Di Nardo, altro ingegnere che ha studiato con loro per anni, nonché Fabrizio Pera per lo sviluppo Ios.

alfred team

Il progetto nasce, cresce e si sviluppa velocemente, nonostante le problematiche connesse alle distanze che separano i membri del team, dislocati tra Italia, Inghilterra e Canada (dove Michele Galli e Silvia Di Nardo completavano il loro percorso accademico). E i risultati non tardano ad arrivare: nel febbraio di quest’anno il team fonda la Brain Drain Solution ltd a Londra e stringe partnership con alcuni dei maggiori produttori di smart device nel panorama mondiale; si interfaccia con importantissime realtà come Google e Telecom e riceve un finanziamento  da uno dei più grandi retailer della Gran Bretagna, John Lewis, che decide quindi di diventare loro socio (insieme anche al fondo di investimento Lmarks)e che oltre al sostegno economico concede i propri uffici di Victoria Street nonché i propri contatti con alcune delle più importanti personalità del mondo tecnologico ed economico come base del processo di accelerazione.

Tale accelerazione, denominata J-Lab, comincerà il 6 luglio per terminare il 1 ottobre, data in cui verrà lanciata la versione definitiva di Alfred e con la possibilità di ottenere un nuovo finanziamento e soprattutto un contratto a vita con John Lewis.

alfred different house

Un progetto innovativo e spettacolare,  destinato ad avere una crescita esponenziale ed a entrare nelle case di tutto il mondo, ma che non può che portare con se un sentimento malinconico: l’idea e i suoi autori sono tutti italiani, ma per far decollare il progetto sono dovuti volare altrove. Basti pensare al significativo nome dato alla propria società: la Brain Drain Solution ltd, letteralmente “fuga di cervelli”.

Infatti il team ha dovuto spostarsi  in un mercato straniero come quello londinese, dove la semplicità nella costituzione societaria (costata solamente 16 sterline) e l’apertura verso l’innovazione e l’investimento sono ben lontani dagli arretrati scenari che si trovano nella nostra penisola (basti pensare come Alfred nel novembre 2014 fosse stato riconosciuto come miglior business  a Enlabs, l’acceleratore della LUISS; nonostante ciò non ottenne alcun finanziamento).

“Contiamo comunque in futuro di tornare e diffondere la domotica e l’innovazione anche qui”, e tutti noi confidiamo che la speranza di Michele Galli e del team possa trasformarsi in realtà, una realtà come ormai deve essere considerata Alfred Home; perlomeno nel resto del mondo.

http://www.alfred-home.com/

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