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Musica
di Roberta D’Orsi

Il 17 settembre presso il locale Le Mura al quartiere romano di San Lorenzo, si è tenuto il release party per il rilascio del primo album dei Dancing  Crap. La band, sulle scene dal 2012, è capitanata dal frontman e compositore Ronnie Abeille, che nel 2008 forma il progetto dei The Main Attraction, con il quale incide un disco che descrive la sua musica e le sue opere. Diversi cambi di line up e controversie interne al gruppo, inducono Ronnie a mettere il progetto in standby. Nel 2012, la tenacia di Abeille unita ad un assetto di musicisti completamente diverso, sono il punto da cui sorgono i Dancing Crap. La nuova band gira con gli show live e rilascia due demo, poi finalmente tre anni dopo arriva il momento del primo full length, che si intitola Cut it Out, uscito per la Agoge Records.

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Passiamo al genere. Cosa suonano i Dancing Crap? Sostanzialmente rock, venato di punk, di metal, di spunti alternative, garage e suoni sperimentali. Sorpresa gradita quella di trovare una donna dietro le pelli; mi chiedo sempre quanto le donne possano essere capaci di suonare uno strumento così “da uomo”. Si perché la batteria è lo strumento musicale in cui davvero ci si stanca fisicamente, certo dipende dal genere che si fa, ma i Dancing Crap ci danno sotto con l’energia dei pezzi e di conseguenza dell’esecuzione alla batteria.

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Ovviamente non ci troviamo di fronte a Dave Lombardo in gonnella e la ritmica di batteria non grida al miracolo, ma c’è sicuramente attitudine e sicurezza allo strumento, così come, nonostante gli innesti di pelli e piatti sono quasi sempre piuttosto semplici, trovano il giusto equilibrio amalgamandosi con gli altri strumenti. Il gruppo inizia l’esibizione con Sociopathic Circus, uno dei brani del disco e già da questo primo brano si intuisce l’attitudine rock della band.

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L’energia prosegue anche in Burned Down City Soul, dove apprezziamo il riff portante della chitarra. Dietro le corde troviamo Eugenio The Joker Pavolini e Sal Ariano, ultimo arrivato in formazione dopo la registrazione del disco.

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Lo show prosegue alla volta del ritmo; che pare essere la parola chiave della musicalità targata Dancing Crap. Quando arriva il momento del singolo ufficiale The Sick Ones, un intro melodico, in cui spiccano la batteria di Antonella Angelini ed il basso di Bobby Gaz, ci dimostra che la creatività compositiva di Abeille non è di certo a senso unico. Questo pezzo infatti, rispetto agli altri ascoltati precedentemente, ha un registro diverso, le chitarre sono più presenti, così come prominente è l’assolo di chitarra, la batteria in alcuni punti scandisce dei colpi da sapore tribale.

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Le sorprese non finiscono ed il gruppo mi stupisce con l’inizio di Morbid Mary, le cui note emanano un forte sentore blues. La voce di Ronnie da aspra si infittisce e diventa più corposa e calda nelle prime parole cantate, poi ritorna il suo modo di cantare pungente che ben si sposa con lo stile di base della band.

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Uno degli elementi di prestigio delle composizioni firmate Dancing Crap è il basso di Bobby Gaz, che spesso non solo accompagna, ma riempie con ridondanza le canzoni.

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Spotlight è uno dei brani più travolgenti, dove troviamo una ritmica ed un riff di base che strizzano abbondantemente l’occhio al thrash metal, con in contrapposizione il cantato sotto un effetto distorto tipico della musica elettronica. Non c’è sosta alle influenze stilistiche che ci regalano questi musicisti; in Sam possiamo gustarci quell’elettronica stilosa, raffinata direi, non martellante, che riesce a donare il giusto appeal. Infine per non farsi mancare proprio nulla, nella traccia Obscure, abbiamo anche una parte canora rappata. Oltre alle canzoni presenti in Cut it Out, i Dancing Crap hanno proposto alcune tracce extra, come Chandra, pezzo contenuto nel demo Commercial Crap. Durante l’esibizione nel penultimo brano ovvero Bitch, Ronnie invita sul palco a cantare con lui una sua cara amica, Francesca Giaccone, cantante che ha perseguito la strada artistica in particolare negli anni ’90. La serata si è svolta all’insegna dell’energia, i presenti erano coinvolti ed i musicisti motivati e pieni di grinta.
La prima vera fatica dei Dancing Crap, ha ora il compito di portare maggiore soddisfazione alla band e di essere il primo di tanti fortunati dischi.

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