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settembre 18th, 2015
Il “futuro” ‘800

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Avantgarde
di Roberta D’Orsi

La nostra affascinante capitale ha ospitato quest’anno la seconda edizione dello Steamfest, l’evento più grande europeo dedicato a tutti gli appassionati di steampunk. Innanzitutto partiamo col descrivere in poche righe questo movimento, per chi non lo conoscesse. Termine coniato verso la fine degli anni ’80 dallo scrittore fantascientifico K.W. Jeter, steampunk racchiude in sé il significato di tutto quello che concerne le invenzioni dell’epoca ottocentesca ed in particolare vittoriana. Il futuro vissuto nel passato, con invenzioni, oggetti e fabbriche che funzionavano grazie al vapore (steam in inglese) ed alla forza motrice. Pensiamo al racconto “La macchina del Tempo” di H.G. Wells, in cui il protagonista è uno scienziato inglese che verso la fine del 1800 costruisce e mette in funzione una macchina che gli consente di viaggiare nel tempo, ma non nello spazio. Costruito con quarzo e avorio, lo straordinario mezzo meccanico porterà il Viaggiatore del Tempo nell’anno 802701, dove vivrà un’esperienza tanto incredibile quanto assurda, svelandoci quali esseri o creature abiteranno il pianeta terra. La letteratura fantascientifica così come la cinematografia ambientate nel XIX secolo, hanno fatto si che la passione maturata dai tanti sostenitori di tali avventure, trovasse vita in un vero e proprio movimento sociale, si sociale, perché consente incontri, scambi di opinioni, nascita di collaborazioni ed amicizie, il tutto mentre ci si abbiglia seguendo un look vittoriano adorno di ingranaggi, corsetti, cilindri, orologi da taschino e quant’altro, vera e propria manifattura artigianale che si trova non solo addosso agli appassionati, ma tra i banchetti del festival, invogliando all’acquisto e lasciando spesso davvero sbalorditi per la bellezza e la cura con cui sono realizzati.  Lo Steamfest si è svolto presso La Città dell’Altra Economia a Roma in zona Testaccio, dall’11 al 13 settembre; innumerevoli stand di oggetti, immagini, abbigliamento e sculture in pieno stile steampunk, sono sicuramente l’attrazione principale per i partecipanti all’evento, come quelli particolari del barbiere, con una vera e propria postazione per farsi fare la barba, al set fotografico per farsi immortalare in una fotografia che profuma di antico, allo stand del gioco di ruolo in cui ci si da battaglia in un futuro post-apocalittico. Insomma ce n’è per tutti i gusti e se di gusto vogliamo parlare più prettamente per quanto riguarda le papille gustative, non mancano le postazioni per rifocillarsi ed abbeverarsi comodamente seduti (ovviamente per chi vuole). Un festival già bello ed interessante di suo, si è arricchito con la presenza della musica; la mia disponibilità mi ha consentito di essere presente soltanto sabato 12 settembre in tarda serata e di presenziare allo show dei Sick N’Beautiful e dei Sugar Pie & The Candymen. Partiamo col parlare del primo gruppo da me citato, si tratta di una simpatica band di alieni atterrata sulla Terra a causa di un guasto alla loro navicella spaziale; per poter ritornare sul loro pianeta,  si esibiscono in show e concerti, vendono il loro merchandising, con la speranza di racimolare abbastanza soldi in modo tale da riparare l’astronave “incidentata”. I cinque extraterrestri ci regalano uno spettacolo a ritmo di cyber metal delineato da marcate melodie pop, nel senso più positivo del termine, ovvero ritornelli orecchiabili che dopo un paio di ascolti sono subito intonati. L’attitudine metal di base c’è ed assieme ad essa troviamo elementi spiccatamente elettronici ed industrial, con la presenza di una frontwoman la cui voce si adatta perfettamente allo stile del gruppo. Parlando di stile c’è da menzionale l’accuratezza dei costumi e degli elementi che allestiscono la scena in perfetto stile alieno. I Sick N’Beautiful non lasciano nulla al caso insomma, regalando ai presenti uno show coinvolgente grazie anche al loro saper reggere un palco anche di grande portata. L’esibizione live ruota attorno alle tracce contenute nel loro disco d’esordio “Hell Over Hell”, in cui chitarre, basso, batteria e cori, accompagnano la performance canora della sexy Herma, deliziando il pubblico che li acclama e partecipa attivamente saltando e scapocciando, al suono del loro singolo “Sick To Bone”, ad altre tracce quali “Makin’ Angel” in cui la cantante indossa delle ali di stampo vampiresco e dall’aspetto decadente, “Big Big Biggun” un travolgente ed energetico pezzo dalle atmosfere hard rock ottantiane. Dopo aver lasciato il palco per la conclusione del concerto, il pubblico richiede nuovamente la presenza dei Sick chiamandoli a gran voce con l’immancabile “bis”. I simpatici alieni rientrano in scena lasciandoci con una cover dei Kiss, la famosissima “I Was Made For Loving You”, intonata all’unisono sia al di sopra che al di sotto del palco. Dopo la performance i “belli e malati”, che hanno saputo regalare uno spettacolo ricco da ogni punto di vista, tolgono la presenza dai riflettori e si mescolano alla folla, parlano con i presenti, ringraziano per i complimenti ed offrono disponibilità per farsi immortalare con i fans (vecchi e sicuramente nuovi) in foto ed autoscatti. La mia serata procede alla volta degli stand e delle bancarelle che regalano alla vista l’interessante e affascinante mondo dello steampunk, io che non seguo attivamente tale movimento, ma che sono sempre stata ammaliata da tale mondo, non resisto ed acquisto una bellissima collana il cui ciondolo riproduce una chiave adornata da catenelle e piccoli ingranaggi. Una birra per rinfrescarsi e rilassarsi con il seguente spettacolo, l’esibizione dei Sugar Pie & The Candymen, swing band di Piacenza che ci regala la trasposizione nel loro stile, di classici appartenenti tra gli altri a Queen e Nirvana. Davvero molto bravi, vi invito a cercarli ed ascoltarli. Lo Steamfest permette agli appassionati di steampunk di avere il loro personale evento, di far conoscere questo mondo vetusto che guarda al futuro e lo anticipa, in cui ogni più piccola invenzione suscita meraviglia, dove la forza, l’intelligenza e la creatività dell’uomo, sono messe in pratica con arguzia e minuziosa cura. Il fascino dell’800, dei suoi personaggi, di menti che guardano oltre il conosciuto e l’immaginabile, vissuto al giorno d’oggi grazie all’immedesimazione tramite look e armamentario apposito. L’arte creativa che, anche solo per un giorno, ci permette di vivere un’altra vita e di essere un’altra persona.. o di essere noi stessi due secoli fa.

Di seguito le foto del live dei Sick N’ Beautiful.

 

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