Breaking News
14 marzo prima giornata nazionale del paesaggio
TweetSharenews Il Mibact ha indetto per il 14 di...
D*Face e Obey a Las Vegas
TweetSharenews “Behind Closed Doors” è la nuova ed incredibile...
Da Aosta alla Scozia in sella ad un Ciao
TweetSharenews Avete capito bene, Hanry Favre ha caricato il...
Il destino incrociato di Dylan e Fo
TweetSharenews Per uno strano gioco del destino Dario Fo...
Le star di Hollywood contro Donald Trump
TweetSharenews Le elezioni negli Stati Uniti si avvicinano, incredibilmente...
Lo street artist Obey scende in campo dopo i fatti di Dallas
TweetSharenews Lo street artist di fama internazionale Shepard Fairey,...
Batman tra i profughi Siriani è la campagna di War Child
TweetSharenews Tra le tante tristi news noi vogliamo dare...

ottobre 14th, 2015
Italian British

image

editoriale

di Michele Centorrino

Prendere un aereo, partire per Londra, come fanno tanti ragazzi Italiani da molti anni, atterrare e ritrovarsi in un metropoli vera, ormai sembra quasi New York con i nuovi grattaceli. Assieme al regista Luigi Pane ci mettiamo in strada per iniziare le riprese di Italian-British, il documentario che abbiamo deciso di realizzare insieme ad Emiliano Bartolucci, per raccontare la realtà in cui vivono i giovani italiani che vivono e lavorano oltre manica. Iniziamo le interviste a ragazze e ragazzi incontrati per caso sul luogo di lavoro o nelle interviste programmate, sempre nello stesso modo, dopo le presentazioni perchè hai lasciato l’Italia? La risposta è sempre la stessa, seppur con differenze che possono sembrare piccole ma che invece sono abissali, “sono scappata per cercare lavoro e una prospettiva di vita migliore”, “sono venuto a Londra per far carriera più velocemente e avere uno stipendio più alto per le stesse manzioni che svolgevo in Italia”. Proseguiamo poi la chiacchierata entrando nel merito della discussione “immigrazione”, questa volta però capovolta, “noi” nekl ruolo di immigrati. Il punto di partenza è l’affermazione di qualche tempo fa di Cameron “troppi Italiani a Londra”, subito dopo il dibattito in UK sul rivedere l’accordo di Shengen e chiudere le frontiere così anche agli europei. La risposta qui diventata più complessa e soggettiva, in base alla realtà che ognuno dei nostri intervistati vive, ed evito di entrare nei particolari per non spoilerare troppo il documentario che in queste ore è al montaggio.

Una cosa però voglio anticiparvela, abbiamo incontrato Marco Delogu fresco Direttore dell’Istituo di cultura italiana a Londra, che ha aperto le porte dell’Istituto a noi come a tanti altri. Sarà dunque nostra intenzione iniziare una collaborazione per propagandare l’interessante calendario di attività che propone, farci promotori noi stessi con progetti e idee. Queste in breve le anticipazioni su quanto fatto fin qui per il progetto Italian British e ringrazio tutti coloro ci hanno sostenuto con il crowdfunding.

Stay tuned!

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *