Breaking News
14 marzo prima giornata nazionale del paesaggio
TweetSharenews Il Mibact ha indetto per il 14 di...
D*Face e Obey a Las Vegas
TweetSharenews “Behind Closed Doors” è la nuova ed incredibile...
Da Aosta alla Scozia in sella ad un Ciao
TweetSharenews Avete capito bene, Hanry Favre ha caricato il...
Il destino incrociato di Dylan e Fo
TweetSharenews Per uno strano gioco del destino Dario Fo...
Le star di Hollywood contro Donald Trump
TweetSharenews Le elezioni negli Stati Uniti si avvicinano, incredibilmente...
Lo street artist Obey scende in campo dopo i fatti di Dallas
TweetSharenews Lo street artist di fama internazionale Shepard Fairey,...
Batman tra i profughi Siriani è la campagna di War Child
TweetSharenews Tra le tante tristi news noi vogliamo dare...

maggio 31st, 2016
Monopolyman

image

visualart

di Cecilia Gaudenzi

Alec Monopoly è lo pseudonimo dietro il quale si nasconde uno degli street artist più eclettici della scena internazionale. Alec, che quando appare in pubblico ha sempre il volto coperto da una mascherina, è nato a New York ed è cresciuto colorando con i suoi personaggi tratti dalla cultura pop, le strade di tutto il mondo.

13220010_1160377920668718_1176095350_n

Ha dipinto sugli edifici, sui cartelloni pubblicitari, sui muri e su qualsiasi superficie che gli permetta di esprimere la sua creatività, utilizzando varie tecniche e materiali, stencil, pittura spray, vernici e giornali. Qualcuno lo chiama vandalismo, alcuni non sono neanche capaci di vederlo o apprezzarlo, mentre qualcun altro pagherebbe una fortuna per averne uno originale, così come ha fatto chi ha pagato migliaia di euro per assicurarsi una delle sue opere in mostra in questi giorni alla Galerie 38 a Casablanca.

I suoi personaggi simbolo sono il Monopoly Man, il piccolo Richie Rich e il perfido zio Scrooge: dietro la loro apparente innocenza, la bomboletta spray di Alec racconta, con grande senso critico, il collasso e il fallimento del sistema capitalistico e del sogno americano.

13236245_1160378057335371_1410336951_n

Ispirato dalla madre, artista anche lei, originale e innovativa, che aveva presto lasciato le tradizionali scuole d’arte per seguire il suo metodo individuale e perfezionando lo stile del Bad Painting, Alec Monopoly è l’erede di un periodo artistico nato dalla sottocultura dei writer, dall’arte di strada e dal genio di Keith Haring o Jean Michel Basquiat.

L’obiettivo di questo movimento è quello di colpire lo spettatore con un messaggio che arriva diretto tramite l’opera d’arte che, sebbene lontana dai canoni tradizionali, non perde la sua poesia e la sua bellezza estetica. La forza di questo stile pittorico è dato proprio dalla semplicità dell’immagine, dietro la quale si nasconde un significato più profondo, il male della nostra società. Per Keith Haring si trattava del duro risveglio della società gay di fronte all’aids. Basquiat aveva il suo SAMO© e i suoi lavori pieni di colore, la condizione della comunità afroamericana e la lotta al razzismo. Alec Monopoly denuncia, tramite i suoi personaggi, il malessere della nostra era finanziaria.

13231279_1160378124002031_733500710_n

Alec è riuscito a trovare un perfetto equilibrio tra il lavoro in strada e in studio, attitudine che gli ha permesso di esibire le sue opere in tutto il mondo e di godere di partnership d’eccezione, consacrandosi come uno degli artisti di maggior successo degli ultimi dieci anni. Dal 2006 a oggi, le sue esibizioni sono partite da Palm Beach per arrivare a New York, Los Angeles, Londra, Miami, Casablanca, Marrakech, Hong Kong, Jakarta e Bangkok e tra le sue collaborazioni di alto profilo vi sono quella con Madonna nel 2012 e con il Dj superstar AVICII, più di recente. Nel 2015 il debutto della sua collezione di abiti che ha firmato per il marchio americano di abbigliamento Forever 21.

13241435_1160378204002023_696806291_o-2

Se Alec potesse soltanto dipingere sui muri sarebbe tutto quello che vorrebbe fare. Dipingere sui muri è emozionante, è adrenalinico, avvolto nel buio della notte che al suo svanire dà alla luce il giorno e le opere di Alec. Dipingere sui muri dà soddisfazione perché le opere sono esposte a tutti indiscriminatamente e non solo ai collezionisti, agli estimatori o a chi può permetterselo. Ma un muro non è per sempre. Come Alec stesso dice “è importante dipingere su tela perché un giorno i muri potrebbero essere ridipinti o buttati giù, mentre le tele, le tele vivranno”.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *