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editoriale
Michele Centorrino

Tra pochi giorni in Inghilterra si voterà per l’uscita o meno dall’Unione Europea. Già membri speciali, gli amici d’oltre manica non hanno mai adottato la moneta unica mantenendo la sterlina. Ma i molti benfit ottenuti non sono serviti a far amare al popolo britannico l’idea di far parte di una comunità europea e il minuto dopo in cui l’euro è stato raggiunto da dollaro l’aria è cambiata. Le difficoltà interne sono state accollate da parte dei conservatori all’appartenenza al UE, così il malcontento dei più è stato indirizzato in questo senso e si è arrivati al referendum che deciderà le sorti del Paese. Ma a rendere il clima ancor più pesante è l’uccisione della parlamentare laburista pro-Europa Jo Cox, da parte di un sedicente nazionalista vicino ai neonazisti USA, incredibilmente le borse festeggiano e la situazione politica si complica.

I sudditi di sua maestà però questa volta potrebbero prendere una decisione di cui pentirsi amaramente uscendo dall’unione, nonostante il potere della sterlina sui mercati. In questi giorni le opposte fazioni si danno battaglia, anche se i conservatori sembrano aver capito l’errore politico di fondo, ma ormai molti sondaggi danno per vincente l’uscita della Gran Bretagna. A tal proposito vi invito a vedere questo breve quanto esplicativo video:

The £1 Brexit Challenge from Brickwall on Vimeo.

In caso di Brexit in molti Paesi crescerà il fronte degli euroscettici, a Bruxelles per questo c’è agitazione, i Parlamentari europei fanno bene a preoccuparsi per i crescenti movimenti nazionalistici e dovrebbero iniziare a costruire le basi per una comunità vera. Gli interessi economici non basteranno a tener uniti i Paesi a lungo andare, bisognerà realizzare il sogno dei padri fondatori, unire i popoli, ognuno con le proprie particolarità e bellezze.

A tal proposito invito a leggere, per i pochi che non lo hanno già fatto, il Manifesto di Ventotene scritto tra gli altri da Altiero Spinelli, uno dei padri dell’Unione Europea e vi lascio con un estratto del testo: Un’Europa libera e unita è premessa necessaria del potenziamento della civiltà moderna, di cui l’era totalitaria rappresenta un arresto. La fine di questa era sarà riprendere immediatamente in pieno il processo storico contro la disuguaglianza ed i privilegi sociali. Tutte le vecchie istituzioni conservatrici che ne impedivano l’attuazione saranno crollanti o crollate, e questa loro crisi dovrà essere sfruttata con coraggio e decisione. La rivoluzione europea, per rispondere alle nostre esigenze, dovrà essere socialista, cioè dovrà proporsi l’emancipazione delle classi lavoratrici e la creazione per esse di condizioni più umane di vita.

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