Breaking News
14 marzo prima giornata nazionale del paesaggio
TweetSharenews Il Mibact ha indetto per il 14 di...
D*Face e Obey a Las Vegas
TweetSharenews “Behind Closed Doors” è la nuova ed incredibile...
Da Aosta alla Scozia in sella ad un Ciao
TweetSharenews Avete capito bene, Hanry Favre ha caricato il...
Il destino incrociato di Dylan e Fo
TweetSharenews Per uno strano gioco del destino Dario Fo...
Le star di Hollywood contro Donald Trump
TweetSharenews Le elezioni negli Stati Uniti si avvicinano, incredibilmente...
Lo street artist Obey scende in campo dopo i fatti di Dallas
TweetSharenews Lo street artist di fama internazionale Shepard Fairey,...
Batman tra i profughi Siriani è la campagna di War Child
TweetSharenews Tra le tante tristi news noi vogliamo dare...
avantgarde
di Michele Centorrino

Il 18 luglio a Bari ha aperto la Scuola Open Source (SOS), un progetto nato grazie al genio della FF3300 che si è aggiudicata la vittoria del cheFare, il bando nazionale per la promozione di nuove pratiche di produzione culturale e innovazione sociale. La SOS nascerà dal basso, in maniera condivisa, grazie ad un team di professionisti visionari, fatta di artigiani digitali, maker, artisti, designer, programmatori guidati dal motto: “l’innovazione è sempre sociale, altrimenti è speculazione sull’ignoranza degli altri”. La scuola nascerà grazie al lavoro di 60 studenti, divisi in 3 lab (X,Y,Z) guidati da 16 docenti e 16 tutor, che lavorando insieme per 12 giorni daranno vita alla Scuola.

Le direttrici (X,Y,Z), se pur distinte, si fonderanno per generare il DNA della SOS che vuole essere Istituto Didattico, Centro di Ricerca e Consulenza, Artistica e Tecnologica, per l’Industria, il Commercio e l’Artigianato (digitale e non). Il lab X, guidato da Alessandro Tartaglia, si occuperà di definire: brand identity, strategia digitale e sito web. Il lab Y, a cura di Alessandro Balena, si dedicherà invece allo sviluppo degli strumenti: hardware, software e metodologia. Infine il lab Z, con la regia di Lucilla Fiorentino, determinerà i processi della scuola: didattica, ricerca, co-living e sostenibilità.

Insomma la SOS sarà l’Università popolare che ognuno di noi avrebbe voluto e sta nascendo ora, finalizzata alla produzione, distribuzione e fruizione della cultura dell’innovazione accessibile a tutti. Chapeau!

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *