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politica
di Luisa Laurelli

Per capire come sta messa la situazione della città di Roma in questo momento,  bastano alcune cifre che conosco in quanto Assessore uscente della Giunta del IX Municipio. Sono 315 euro annui i fondi stanziati sia dalla amministrazione Marino che dal Commissario Tronca,  per la gestione di 11 asili nido. Fino a metà giugno per derattizzazioni e disinfestazioni nelle scuole e nei centri anziani, erano ZERO euro i fondi in bilancio e credo che nulla sia cambiato.  La  Sindaca sappia che i topi non prolificano solo Tor Bella Monaca. All’inizio di aprile e’ stata “decentrata” la gestione del verde scolastico  per il quale il IX Municipio  ha avuto destinati ben 63 mila euro,  peccato che sono stati  impegnati per lo svolgimento della gara di appalto accentrata al Comune. Dunque ad oggi non c’e’ nessuna disponibilità economica per un servizio che richiederebbe ben altri fondi e soprattutto personale e attrezzature mai forniti dal Dipartimento ambiente,  che si è  semplicemente disfatto di un servizio essenziale scaricando i costi altrove.
Sapete quanti eletteodomestici grandi e piccoli la sottoscritta si è fatta regalare in un anno dal centro commerciale Euroma 2? Due lavatrici,  un frigorifero,  un pozzetto surgelatore, frullatori, minipimer, due  battitappeto…per ovviare alla mancanza di fondi e all’impossibilita’ di far riparare gli eletteodomestici rotti. Tra giugno ed agosto se non arrivano altri fondi dal Comune (non vedo parlare l’amministrazione Raggi di assestamento di bilancio), sono a rischio di chiusura il centro per anziani fragili  Alberto Sordi, il Centro per malati di alzheimer,  l’assustenza domiciliare.
Ogni volta che ho citato ai cittadini la cifra di 315 euro per la gestione degli asili nido, tutti sgranavano gli occhi e chiedevano…”ma per un nido? per un mese?”. Ho  risposto confermando che quella cifra è  per la gestione annuale di tutti gli  asili nido per l’acquisto di materiale didattico, di materiale di pulizia per l’igiene dei bambini e di materiale di pulizia per i locali. E sono anni che oltre la normale retta ogni mese ai genitori viene chiesto un obolo per acquisto anche della carta igienica o che gli si chiede, per via della lavatrice rotta, di lavare a casa a turno la biancheria sporca del nido. Sapete quanti fondi abbiamo avuto per organizzare i centri ricreativi estivi per i bambini sia nel 2015 che nel 2016? Solo  5.000 euro con cui siamo riusciti a soddisfare la richiesta di 20 bambini segnalati dai servizi sociali mentre pullulano i centri privati a pagamento. Chiedete ai genitori quanto costano i soggiorni estivi organizzati da privati a Roma! Sapete che a Roma non si puo’ aprire una nuova sezione di una scuola per infanzia nei nuovi quartieri che crescono nelle nostre periferie, se prima non si chiude un’altra sezione, perche’ non ci sono soldi per pagare le maestre? Se io dico che lentamente ma inesorabilmente si sta lavorando per “favorire” la scuola privata, con questi dati, sto esagerando?
Roma è una città che  ha sempre meno possibilità di garantire i servizi educativi e un minimo sistema di welfare per chi ne ha bisogno, ma continua ad essere gestita con regole adatte a chi non ha un piano di rientro dal deficit pesantissimo come quello romano o come se ancora avessimo disponibili ben altri soldi come negli anni passati.  Quando ancora  si riusciva a garantire migliore qualità dei servizi e la gestione ordinaria della città. Qualcuno ha letto i capitolati per l’acquisto di giocattoli per gli asili nido e ha visto quanto costa un triciclo o un tavolinetto di legno? Usiamo le stesse regole delle altre città  per la gestione degli appalti,  ovviamente, ma abbiamo continui tagli di bilancio che stanno riducendo sempre più la quantità e la qualità dei servizi. Siamo tra le citta’ con imposizione di tasse piu alte a cui non corrispondono servizi adeguati. E purtroppo questo succede in tutti i settori con un aggravio di spesa per le famiglie che devono pagarsi  la sanita’, la scuola, il trasporto e via dicendo.
Per questo nel nostro Municipio e un po’ dovunque, fioriscono iniziative di volontariato civico in sostituzione della amministrazione comunale che man mano si ritrae. Come sta succedendo per lo sfalcio dell’erba nei parchi pubblici che per la seconda estate non vedono interventi di manutenzione del verde!
Vorrei dire tutto ciò a Cantone responsabile nazionale dell’Autorità anti corruzione che ogni 6 mesi continua a scrivere che a Roma i fenomeni corruttivi non diminuiscono e che nel tempo quasi nulla sta  cambiando. Vorrei dirgli che  Roma e’ diventata una macchina lenta e ingolfata da mille e mille regole (spesso illegali e/o pura invenzione di qualche dirigente),  che efficacia ed efficienza sono ormai una chimera e che la trasparenza viene evocata solo per complicare la gestione dei problemi e la vita dei cittadini. Qui non valgono le leggi come negli altri comuni, il decentramento ai Municipi e’ una finzione anche nelle materie decentrate da anni (scuola e servizi sociali dove i dipartimenti centrali tengono stretti i cordoni della borsa e si mette becco su tutto ).
Un esempio per farsi capire meglio. Sapete quanti mesi ci ho messo per far votare in Giunta l’accettazione della donazione  degli elettrodomestici per i nidi? Nove mesi passati a discutere con i più alti dirigenti degli uffici  che più volte si sono  rifiutati di firmare la delibera prendendo continui pretesti per non fare il proprio  dovere. Alla fine e’ stato firmato un atto privo di motivazioni, senza l’elenco dei nidi a cui sono andate le donazioni, con la pretesa di avere la fattura quando il Centro commerciale ha dichiarato più volte per iscritto cosa aveva donato, il valore commerciale e l’integrità del prodotto. E io non passo per essere un amministratrice tenera o incompetente.
A proposito della necessita’ che la politica e la dirigenza si assumano le necessarie responsabilità, sapete che fine stanno facendo i Punti blu per mandare gli anziani soli e non abbienti al mare a Ostia,  che costano pochissimi soldi all’amministrazione comunale? Siamo alla seconda gara andata deserta con la nuova amministrazione che ancora non riesce a nominare gli Assessori,  e non c’è modo di veder fare affidamenti diretti così come prevede la legge,  con il rischio che i nostri anziani verranno privati di un servizio o andranno al mare in autunno.
Ma dove vogliamo andare complicando sempre più la gestione amministrativa, allungando i tempi dei procedimenti e senza un sistema di controlli veritieri ed efficaci? L’anti corruzione non può essere solo la rotazione senza badare alle competenze dei dirigenti e delle posizioni organizzative e la trasparenza non può generare solo complicazioni che, viste le inchieste della magistratura, permangono alla grande. Tanto piu’ che pare proseguano senza sosta, almeno a stare alle tante inchieste in corso,  ruberie e malaffare.  Dagli studiosi dei fenomeni mafiosi ho imparato che più si semplifica e piu’ diminuisce la corruzione. Mi pare che a Roma questa consapevolezza non  sia così diffusa e questo è grave.
I cittadini lo hanno percepito e alle recenti elezioni hanno votato contro i partiti tradizionali rivendicando il diritto di poter mettere i loro soldi in mano a persone “oneste” anche se incompetenti (sic!).
Questa è  la Roma di oggi e questo  la dice lunga  su come siamo messi e su che classe dirigente ci vorrebbe a gestire il tutto.
Francamente la lentezza di insediamento del nuovo Sindaco eterodiretto da Grillo e compagni,  l’incertezza assoluta nella nomina degli Assessori e nelle altre posizioni di vertice, la mancanza di conoscenza dei contenuti più elementari di leggi e regolamenti, mi fanno pensare al peggio. E mi preoccupa fortemente un Sindaco condizionato cosi come non mi sono piaciute affatto le interferenze di Grillo e Casaleggio figlio, sulle scelte della Sindaca in questi primi 20 giorni. Lei deve rispettare e far rispettare i contenuti della legge che vale per tutti i partiti e per tutti gli eletti. Il Sindaco ha sue precise prerogative e tutti ne devono rispettare l’autonomia. Fa anche riflettere come un Movimento che predica la sua novità sia composto da tante diverse personalità  che rendono opaca l’immagine unita e forte di un monocolore come è di fatto quello della Raggi. Come ho  detto più volte in campagna elettorale noi cittadini avremmo bisogno di una Giunta che da subito sappia  mettere le mani sulla macchina tecnica e amministrativa del tutto bloccata e che avvii la verifica profonda sul funzionamento delle società e delle aziende che forniscono servizi alla città  (trasporti, immondizia, acqua, luce, manutenzione del verde, delle strade ecc). All’opposizione e’ iniziato una sorta di scaricabarile interno al PD dove si fanno tante riflessioni fantasiose, senza partire dai dati di fatto concreti. Dove si mescola il destino del governo Renzi con la disastrosa situazione romana. Il primo problema in assoluto e’ l’anomalia di un commissariamento senza scadenza, dai tempi indefiniti, che per ora ha portato solo ad un totale sradicamento del partito dal territorio (processo iniziato fin dalla nascita del Pd, del tutto sottovalutato con una grave perdita di partecipazione e di democrazia). Con il risultato devastante di gruppi e cordate autorefenziali senza controllo sugli eletti ed equilibri dettati dal peso delle correnti e dal condizionamento reciproco. Si dice che le periferie hanno girato le spalle al Pd romano ma nessuno valuta il “peso” che i cittadini subiscono per avere servizi ordinari, piu’ sono poveri e piu’ sono distanti non solo geograficamente dal centro. Tutto e’ in aumento per mandare un figlio alla scuola pubblica, per dare dignità all’assistenza ad un disabile o ad un anziano, per avere sicurezza e pulizia dove si abita. Tutti i servizi alla persona a Roma sono in difficoltà grave e i motivi a mio parere sono semplici. C’è un grave distacco tra amministrazione e cittadini, una grande perdita di senso etico di una buona parte di politici, tecnici e amministrativi,  la perdita a volte  dell’idea di servizio al cittadino e dunque una caduta della qualità del lavoro del dipendente pubblico. Una seria contrazione degli stipendi più bassi e stipendi alti dei dirigenti  a cui non corrispondono assunzione di responsabilità, trasparenza dei provvedimenti, celerità della risposta ai bisogni delle persone. D’altra parte in una città colpita seriamente da interessi mafiosi è ovvio che deperiscono i servizi, vengono calpestati i diritti e diminuiscono sempre più i fondi a disposizione date le grandi ruberie passate e ancora presenti. Noi romani dovremo penare anni per uscire dall’impoverimento generalizzato in cui siamo finiti, ma certamente dovremmo essere aiutati dal governo nazionale che deve rivedere i tempi di ripianamento del deficit, dall’Autorità anticorruzione e dalla  Magistratura,  che dovrebbero accellerare quella “ripulita” indispensabile a far arrivare aria nuova in  città. Il sistema dei partiti messo in crisi pesantemente dal voto di giugno deve avere il coraggio dell’analisi e la capacità di riformarsi.  Pena una sorta di autorottamazione ben presente ai nostri occhi.

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