Breaking News
14 marzo prima giornata nazionale del paesaggio
TweetSharenews Il Mibact ha indetto per il 14 di...
D*Face e Obey a Las Vegas
TweetSharenews “Behind Closed Doors” è la nuova ed incredibile...
Da Aosta alla Scozia in sella ad un Ciao
TweetSharenews Avete capito bene, Hanry Favre ha caricato il...
Il destino incrociato di Dylan e Fo
TweetSharenews Per uno strano gioco del destino Dario Fo...
Le star di Hollywood contro Donald Trump
TweetSharenews Le elezioni negli Stati Uniti si avvicinano, incredibilmente...
Lo street artist Obey scende in campo dopo i fatti di Dallas
TweetSharenews Lo street artist di fama internazionale Shepard Fairey,...
Batman tra i profughi Siriani è la campagna di War Child
TweetSharenews Tra le tante tristi news noi vogliamo dare...

avantgarde

di Giangiorgio Macdonald

“C’era una volta l’urss”è la mostra organizzata da Giovanni Argan e coadiuvata da Futura Ancislink e RomaAncora che a partire dalla inaugurazione, fissata per le ore 18 del 16 dicembre 2016 ed a ingresso gratuito,  presenta presso la sede di Azimut di Via Flaminia 133a Roma  una nuova rassegna di opere di stampo sovietico.
Il giovane curatore, dopo l’esordio dell’anno scorso presso la medesima sede bancaria capitolina in cui ha permesso la scoperta di uno dei migliori pittori sovietici Lavdischenko che abbiamo sostenuto attivamente, e cui abbiamo già parlato nella nostra rubrica.
torna con nuove perle provenienti dalla Russia: opere d’arte sovietiche, realizzate tra gli anni ’20 e gli anni ’80 che vengono presentate al pubblico romano ed italiano in maniera inedita ed esclusiva.
L’obiettivo della mostra è quello di ripercorrere le grandi linee dell’evoluzione del realismo socialista (1934-1992), e, superando alcuni luoghi comuni tipicamente accostati all’attività artistica sovietica di tale periodo storico, considerata ripetitiva e quasi “antiartistica”, schiava di un regime che avrebbe fatto schiacciato  la creatività, sottolinearne l’influenza che ha avuto sull’arte contemporanea.
Come la censura non ha eliso lo spirito artistico in Russia, ma solo celato in opere, colpevoli di non esser arrivate (fino ad ora) nel nostro continente, così anche le tipiche opere tanto apprezzate e decantate del nostro Rinascimento italiano non sono certo il frutto di società liberali, anch’esse commissionate ed imposte da mecenati decisi ad imporre la propria volontà.
Esasperazioni ideologiche precostituite che la mostra dimostrerà superate e superabili, presentando le tipiche rappresentazioni sovietiche di scene di lavoro in fabbrica e nel kolchoz, momenti di vita intima e quotidiana, vedute cittadine e industriali; scorci inediti su un mondo ormai dissolto e privatoci da barriere che non ci sono più.

Ufficio stampa: ceraunavoltalurss@gmail.com
Curatore: Giovanni Argan + 39 3201961209; giovanni.argan@gmail.com Sito: http://romancora.org/

unnamed-2 unnamed-3 unnamed-4

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *