Breaking News
14 marzo prima giornata nazionale del paesaggio
TweetSharenews Il Mibact ha indetto per il 14 di...
D*Face e Obey a Las Vegas
TweetSharenews “Behind Closed Doors” è la nuova ed incredibile...
Da Aosta alla Scozia in sella ad un Ciao
TweetSharenews Avete capito bene, Hanry Favre ha caricato il...
Il destino incrociato di Dylan e Fo
TweetSharenews Per uno strano gioco del destino Dario Fo...
Le star di Hollywood contro Donald Trump
TweetSharenews Le elezioni negli Stati Uniti si avvicinano, incredibilmente...
Lo street artist Obey scende in campo dopo i fatti di Dallas
TweetSharenews Lo street artist di fama internazionale Shepard Fairey,...
Batman tra i profughi Siriani è la campagna di War Child
TweetSharenews Tra le tante tristi news noi vogliamo dare...

È appena stato pubblicato Piove Veleno,  secondo disco della rock band Carnot. Una band romana che sceglie il suo battesimo in Francia,
nella persona del fisico  Nicolas Léonard Sadi Carnot. Tra i maggiori fisici dell’Ottocento, viene considerato uno dei fondatori della termodinamica per averne posto le basi nell’unica opera che pubblicò: Réflexions sur la puissance motrice du feu et sur les machines propres à développer cette puissance (1824; Riflessioni sulla potenza motrice del fuoco e sulle macchine in grado di svilupparla). Per saperne di più affilate le orecchie nell’ascolto dell’intro della stessa Piove Veleno.

18341850_10150766748584982_3110828155943629102_n(1)

Piove Veleno: un titolo che sembra pescato dalla filmografia noir di Roman Polanski e che quasi spaventa. A un primo ascolto ci si sente quasi contusi, feriti e sembra di aver dei lividi addosso. Ma qui risiede il fascino della loro iconografia, dove ogni canzone racconta una storia da cui potrebbe nascere un libro, un cortometraggio. Un album a tinte fosche, nelle cui pieghe si nasconde tuttavia un’estetica letteraria e musicale intrisa di dolcezza e speranza, che non perde mai di vista i mali della società contemporanea.

L’amore: protagonista assoluto è l’amore del nostro tempo, sempre più in bilico tra l’esser vissuto e perdersi nell’egoismo ed il rancore tra uomo e donna. È proprio quest’ultima che viene celebrata e posta al centro, tessitrice del destino di una figura maschile messa in scacco ma non per questo spogliata della sua anima. Si narra un cuore tradito, abbandonato, respinto e che in qualche modo rappresenta anche il rapporto con la città eterna.

 

Roma: Roma dolorosa e trasfigurata come  antico luogo di arti marziali giapponesi. Una Roma lasciva e molle, che ritroviamo nel brano La Notte (già disponibile su Spotify), popolata esclusivamente da pulsioni effimere: il divertimento, il sesso sdoganato in ogni sua forma, il bagno dei ragazzi nello stordimento di alcol e strisce di coca.

https://www.youtube.com/watch?v=y52eidi2WNM )

Roma portatrice di uno dei più famosi misteri della storia, la Porta Alchemica e il segreto della Pietra Filosofale, che viene raccontato per immagini cupe e sibilline nella traccia l’Alchimista. Secondo la leggenda, trasmessaci nel 1802 dall’erudito Francesco Girolamo Cancellieri, un pellegrino fu ospitato nei giardini della villa del Marchese Palombara, alla ricerca di una misteriosa erba capace di produrre l’oro. Il mattino seguente fu visto scomparire per sempre attraverso la porta, ma lasciò dietro alcune pagliuzze auree, con una misteriosa carta piena di enigmi e simboli magici che doveva contenere il segreto della pietra filosofale.

La musica, l’Oriente : in questa cornice si snodano  distorsioni addomesticate e riff blues di una musica sospesa tra le sonorità anni ’90 ed una più sperimentale ricerca sonora tipica del rock da classifica del nuovo millennio. I Carnot si rispecchiano nella lezione dei maestri italiani di genere, quali Marlene Kuntz ed Afterhours. Si avverte una costante presenza della dimensione orientale e asiatica, frutto – chissà – delle passioni letterarie della voce del gruppo, Matteo Chiocchi. Un’inclinazione che trova la sua migliore celebrazione in Sol Levante, ballata dal sound struggente che si allontana dal rock classico per lambire i territori più malinconici del pop.

 

Il disco sarà presentato in esclusiva mercoledì 7 giugno, ore 21:30 presso il Lian Club – Lungotevere dei Mellini, 7. Ingresso gratuito.

LA NOTTE: https://www.youtube.com/watch?v=y52eidi2WNM

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *