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editoriale
di Michele Centorrino

Era il 2014 quando la Scozia animò il dibattito politico UK indicendo un referendum per ottenere l’indipendenza da Londra. La battaglia fu molto accesa ed il confronto alle urne si concluse con la sconfitta degli indipendentisti e la vittoria della Regina Elisabetta che rompendo i protocolli si espresse in prima persona a sostegno del no che vinse con il 55%.

Passarono gli anni, tutto sembrava tranquillo quando dalle nebbie d’oltre manica un altro referendum storico si abbatté sui sudditi di sua maestà chiamata a decidere questa volta se restare o meno nella comunità europea. Il resto è storia le Brexit raggiunse uno striminsito 52% contro il 48% che su un quesito così importante causò polemiche che continuano ancora oggi.

E’ infatti notizia di pochissimi mesi fa che la Premier Scozzese Nicola Sturgeon, proprio a causa del risultato di misura e forte del fatto che a giugno del 2016 il suo popolo si espresse con un corposo 62% per restare in Europa, è tornata alla carica annunciando un nuovo referendum per ottenere l’indipendenza. Secondo la gli ultimi sondaggi interni infatti darebbero in vantaggio la voglia di indipendenza di Edinburgo dalla sempre più lontana Londra. L’appuntamento alle urne dovrebbe tenersi tra autunno del 2018 e la primavera del 2019, quando saranno chiari i termini della separazione tra la Gran Bretagna e la UE. Il punto dirimente è infatti la gestione della Brexit da parte di Theresa May decisa a uscire anche dal mercato comune cosa che aveva visto la ferma contrarietà della leader dello Scottish National Party che sulla scorta di questa distanza ha rilanciato la voglia del suo popolo alla scissione. La risposta della May è stata molto dura “La politica non è un gioco, un altro voto creerebbe molta incertezza”, ma la mossa scozzese ha acceso la voglia di indipendenza di Irlanda del Nord e Galles.

Si mette male dunque per la Regina, che da dominus potrebbe passare rapidamente in posizione nettamente marginale, se si considera che anche la sua Londra si espresse a sfavore della brexit, travolgendo così le intenzioni degli euroscettici che potrebbero naufragare.

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